RSe Rilevazione Simmetrica di eventi ASILI E SCUOLE MATERNE

La tecnologia RSe® coniuga la necessità di sicurezza con quella di riservatezza

LA PRIMA SOLUZIONE CON TELECAMERE A ZERO IMPATTO PRIVACY

LO SCOPO RAGGIUNTO:

  • Installare telecamere anche in presenza continuativa di lavoratori, senza con questo violare le Leggi che regolano i controlli a distanza..
  • Disporre di uno strumento dalla valenza preventiva e, all’occorrenza, repressiva rispetto ad episodi, veri o presunti, di violenza sui Minori
  • Tutelare appieno il diritto alla privacy dei Minori che in nessun modo devono essere oggetto di osservazione a distanza, oltre che delle stesse Educatrici per lo stesso motivo.
  • E’ una soluzione Privacy by Design

Scopo Raggiunto
La tecnologia RSe all’interno di una catena di Asili è stata autorizzata dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Milano. Con questo si rende possibile la disposizione di telecamere, laddove vi fosse una fondata motivazione, anche in presenza continuativa di lavoratori impegnati nelle proprie mansioni. Diventa così finalmente possibile disporre telecamere all’interno di Asili e Scuole materne.
Anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante Privacy) ha aperto alla possibilità di adottare tali tecnologie sottolineando, nella sua espressione, che non sono comunque autorizzabili installazioni che permettano la visione delle immagini trasmesse in rete o da parte di chi non sia specificatamente incaricato. Ha inoltre evidenziato come dette registrazioni non potranno risiedere sui server in chiaro ma dovranno essere protette da specifiche tecnologie di sicurezza, quale ad esempio la cifratura, così come il progetto RSe prevede.

La tutela del minore
Una piaga che riempie sempre più frequentemente le cronache è quella delle violenze subite da parte della parte più indifesa del tessuto sociale. Ecco che frequentemente ci imbattiamo in casi di violenza su minori, spesso all’interno di quelle strutture che invece dovrebbero accompagnarli nella crescita. Date le Norme e Leggi che oggi governano l’uso di tecnologie di controllo a distanza su minori e lavoratori l’unica possibilità di investigare su casi di maltrattamento passa quindi oggi per una serie di denunce fatte dai familiari delle vittime che inducano la Pubblica sicurezza a disporre telecamere nascoste che individuino i violenti. Questo evidentemente accade solo dopo mesi che il danno è stato fatto. Da oggi lo scenario cambia: le telecamere RSe permetteranno di ricostruire un evento di presunta violenza senza che le stesse possano essere adoperate per controllare il lavoratore nella sua quotidianità. Basterà l’effetto deterrente prodotto a scoraggiare i violenti mentre la stragrande maggioranza di lavoratori virtuosi potrà avvalersi della prova inconfutabile che un livido o un’escoriazione su un bambino sono semplicemente il frutto di un banale incidente di gioco.

La Tutela del Lavoratore e dell’Asilo
A doversi difendere da accuse ingiuste di maltrattamenti è molto spesso l’educatore che ha ritenuto di dover punire, nell’interesse dello stesso minore, un comportamento scorretto. Ecco che il bambino, tornando a casa, cerca compensazione nel raccontare ai propri congiunti fatti mai accaduti ingigantendo episodi o inventandoli suscitando a volte la preoccupazione e spesso la rabbia e l’indignazione dei propri genitori. Il passo successivo è a questo punto normalmente una denuncia alle Autorità e l’apertura di un’indagine oltre, naturalmente, alla messa all’indice dell’incolpevole accusato. Diventa interesse di tutte le parti potere disporre, all’occorrenza, di immagini che facciano luce su episodi sospetti e individuino se la violenza si è realmente verificata, il colpevole sollevando la totalità di lavoratori onesti da possibili false accuse. Le immagini raccolte potranno essere consultate esclusivamente da chi preventivamente designato e, laddove se ne ravvisi la necessità, il Magistrato ed il Giudice potranno visionare senza il dubbio che siano intervenute cancellazioni o censure, le immagini chiarificatrici.